Condividere conoscenze per il futuro

Paolo Santinello
R & D, Klink
Strategic Partner, Future-IQ Partners


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La condivisione di conoscenze è il primo passo per comprendere come possiamo disegnare un futuro migliore per noi, la nostra città, il nostro paese, il nostro territorio o di qualunque “luogo” sia segnato o (di)segnato dall’azione di una comunità.

Sicuramente possiamo concordare che tutti noi vorremmo vivere in un luogo felice.

Nel 2012 è stato lanciato il primo World Happiness Report con l’obiettivo di un’indagine allargata sullo stato della felicità globale.
Nell’introduzione dell’edizione 2015 si legge: “Con frequenza sempre maggiore, la felicità viene considerata un’idonea unità di misura per calcolare il progresso sociale e un adeguato obiettivo delle politi che sociali. Un numero sempre maggiore di governi nazionali e locali
utilizza dati e ricerche sulla felicità nel perseguimento di politiche che potrebbero permettere alle persone di vivere meglio. I governi stanno misurando il benessere soggettivo e stanno utilizzando la ricerca  sul benessere come guida per disegnare spazi pubblici ed erogare servizi pubblici”. Nel World Happiness Report ci sono indicatori che
potrebbero essere utili per rispondere alla domanda se il luogo in cui viviamo è felice.

Esistono anche approcci molto più vicini a noi e concreti, basati semplicemente sull’osservazione di quello che abbiamo intorno che potrebbero fornirci indicazioni preziose.

Oppure possiamo provare ad usare un altro criterio.

Noi ci abbiamo provato per individuare il filo conduttore che sta alla base della discussione e degli interventi che seguono. Ponendoci a nostra volta un quesito:
“Siamo disposti ad investire sul nostro territorio con l’aspettativa di un ritorno futuro a dieci, venti o trent’anni?”
Se la risposta è sì, concordiamo che probabilmente il nostro investimento nasce dal fatto che noi percepiamo quel luogo come felice, un posto in cui quanto meno vale la pena di pensare il futuro.
Una volta concordato di voler investire sul futuro senza averne un ritorno immediato, dalle nostre esperienze, dalla riflessione comune, dai casi esaminati che vogliamo condividere, desideriamo però far emergere quelle che, a nostro avviso, sono le motivazioni che ci spingono a farlo.

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